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di qui passò Francesco
di qui passò Francesco
info sul cammino:
Monte Sant'Angelo .... e oltre
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Chi era Tullio ??

Tullio Brollo nasce a Losson di Meolo (Ve) nel 1943.
La famiglia è di umili origini, persone semplici, oneste, che si fanno ben volere da tutti.
Ad 11 anni comincia a lavorare nel settore metalmeccanico e si appassiona a torni, saldatori, ingranaggi.
Si sposa con Rosanna e con lei ha due figli, Marco e Dario, nomi brevi, facili da chiamare e non abbreviabili. Va in pensione ma non riesce a star fermo un attimo; richiede la partita iva e fa il consulente per la programmazione di macchine a controllo numerico, il lavoro che faceva prima, accetta di insegnare tornitura pratica a ragazzi italiani e stranieri in un centro di formazione professionale e comincia a scoprire che gli piace camminare, da solo e in compagnia.
Prende con regolarità ad allenarsi nelle prealpi trevigiane e conosce il gruppo dei Pellegrini di Sant'Andrea con cui percorre vari sentieri a piedi e in bicicletta (via Francigena, sentieri di san Francesco); dopo il matrimonio del primogenito, nel 2005, decide di partire per una solitaria esperienza sul cammino di Santiago. L'obiettivo è di stare via un mese ma dopo 20 giorni è già di ritorno, aveva bruciato le tappe.
Animo leggero, silenzioso, gran camminatore, persona che sapeva prendersi cura degli altri in modo concreto, Tullio avrebbe camminato tanto ancora ma il 30 novembre del 2007 un incidente sul campo che coltivava lo ha fermato. Lo ha rapito il cielo.

Se ti colse il tramonto,
se la terra fu madre a te / culla-feretro, e il cielo
-macchia nera vedesti al tuo trapasso,
ti sia lume il compianto,
foglia errante all'autunno di splendori,
al vento lieve, al quieto giorno / al sole
ignoto-nuovo, o Tullio / estinto fiore.

Dopo la sua morte, con grande calore compianta da tantissima gente, i Pellegrini di sant'Andrea, formazione spontanea di camminatori/poeti di Treviso, organizzano un concerto nella parrocchiale di Sant'Andrea in Riva in centro città con meravigliose musiche polifoniche, al quale invitano Angela Seracchioli, autrice del fortunato libro-guida “Di qui passò Francesco” e decidono di promuovere il progetto di scrittura di un libro che continui quel cammino fino al monte di san Michele Arcangelo, sul Gargano, dedicandolo a Tullio, loro compagno di viaggio.
Da allora con l'aiuto loro, della famiglia di Tullio, di Angela e di Terre di Mezzo si è intrapreso un cammino di raccolta fondi per sostenere l'iniziativa del libro.
Sono stati organizzati due concerti di alto livello, con la partecipazione di tantissima gente, il 31 gennaio 2009 a Olmi-San Floriano (Tv) con il coro filarmonico trevigiano Sante Zanon e il 4 ottobre 2009 alla chiesa di San Francesco in Treviso con “Adoriente ensemble musicale” Ciò ha permesso di raccogliere fondi per il progetto e di farlo conoscere e ltre iniziative sono in programma.

Giuliana, compagna pellegrina di Tullio sulla via di Francesco ... così lo ricorda:

Mi tornano in mente alcuni spezzoni di strada condivisi con lui.
Il primo flash mi riporta alla discesa verso Pieve Santo Stefano e fu la conoscenza, il secondo a Borgo S. Sepolcro dopo che spiegai la Resurrezione di Piero della Francesca al museo. Tullio mi avvicnò e disse che i miei alunni sono fortunati ad avermi come insegnante.
A Spello, l’anno dopo, scoprii che anche lui era un buon professore.
Il terzo; una fuga in salita nella bella campagna verso Città di Castello: non riusciva a tenere il mio passo. In seguito mi incoraggiò a fare qualsiasi cammino, senza paura.
Il quarto; scendendo da Camaldoli, di mattino presto, nel bosco incantato da una stagione appena uscita dal letargo invernale. Lui era contento e cantava brani sacri della sua corale “Sante Zanon” proprio come il “Canta e cammina” di S. Agostino.
Mi colpiva la sua spiritualità: conosceva tutti i luoghi francescani, già visitati a più riprese con la famiglia. Si rapportava alla natura parlando con i cani che abbaiavano e familiarizzando con gli altri animali. Ricordo che sulla piana di Gubbio trovò una tortora ammaestrata che appoggio sulla sua spalla.
Mai fermo, in continua perlustrazione, fotografava eremi, chiesette sconosciute, i loro affreschi, camminava da solo o con qualche compagno dal passo lungo come Aldo.
Da bravo cavaliere e con spirito da buon samaritano, era capace di soccorrere le donne del gruppo in difficoltà alla quali portava lo zaino, offriva da bere e una parola d’incoraggiamento.
Ad Assisi, scoppiato il temporale, divise la sua mantella con me, felice di scortarmi al riparo fino all’ostello.
Quando voleva camminare spedito, le sue gambe prendevano un ritmo sostenuto che ti invitava ad andare. Ho ancora nelle orecchie il cigolio dei suoi scarponi: “Daghe oio!” Gridava Bruno. Quegli scarponi preziosi compagni di tanto peregrinare…alternati ai sandali tecnici, ne hanno fatta di strada!
Completava la sua tenuta da pellegrino il cappello dalle falde larghe che riempiva d’acqua per poi rovesciarsela addosso sotto la canicola di luglio e per il quale fece tanta strada avendolo dimenticato alla fonte prima di arrivare a Greccio…”


Per contattare Angela
e-mail:
telefono:
333-9985141

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